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giornale di cantiere  

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31 dicembre 2002
 
Buon anno nuovo

Auguro a tutti di trovare dei punti fermi nella vita....




29 dicembre 2002

 
In diverse occasioni ho avuto voglia di scrivere di una casa, una famiglia e una collina alle quali sono particolarmente affezionato. Non ce n'è più bisogno: il contadino d'ora in poi parlerà direttamente di sé e del suo lavoro.



26 dicembre 2002

 
siena2.JPGS.Stefano in una Siena semideserta.
Davanti al Duomo una mostra inaspettata di Robert Capa: i bianconero strazianti delle guerre del secolo scorso, alla vigilia di un nuovo massacro.
I cunicoli emozionanti del Museo Archeologico.
I vicoli che sfociano in Piazza del Campo.


Questa Piazza, in virtù della forma che ha assunto seguendo la struttura della confluenza delle colline, può definirsi naturale, perché si collega alla stupenda campagna senese e non crea fratture di sorta, ma costituisce un elemento di continuità dell'intero paesaggio. La gente, colta o incolta che sia, avverte tutto questo e se ne compiace; considera questo spazio come indispensabile complemento alla propria casa.

da Dove si incontrano gli angeli di Giovanni Michelucci








25 dicembre 2002

 
... e sono ancora qui, illanguidito dal tepore solstiziale, sveglio ma non Vigile, pronto ma non Celere, crogiolo al sol bemollemente disteso, ruggino utensili, foraggio zizzania, rumino vaccate, accovacciato su queste Termopili inesistenti ascolto il mugghiare osceno degli orchi, apostrofo roso tra le parole t'edio.

 
Girottolando nella Rete mi capita spesso di leggere analisi dicussioni dissertazioni su struttura natura funzione futuro dei blog. Mi interessano soprattutto come esercizi di intelligenza e dialettica: sappiamo benissimo che definire lo strumento weblog e prevederne l'evoluzione è impossibile. Provo a dire la mia.

A me i blog fanno lo stesso effetto di certe trasmissioni di RadioRai che mi accompagnano/vano durante la giornata. Programmi come "Il ruggito del coniglio", "Katerpillar", "Golem", "Alcatraz", che prevedono una grossa partecipazione da parte degli ascoltatori. Giorno per giorno si susseguono gli interventi di persone spiritose, intelligenti, autoironiche, consapevoli. Tante persone, per anni di trasmissioni. E uno si chiede da dove saltano fuori questi qua? dove si nascondono di solito? perché non li trovi comunemente per strada? perché non appaiono mai in tv?
Eppure sono accanto a me. Ne sfioro almeno uno al giorno, probabilisticamente parlando, senza riconoscerlo.
Però fa piacere sapere che ci sono.
Per i blog è lo stesso, con in più la possibilità di entrare in contatto con queste persone (dilettanti allo sbaraglio o professionisti della comunicazione), di scambiare, di incontrare.
Tutto qui.





22 dicembre 2002

 
Emergenza per Peacelink

(e non solo per loro)




 
Spirito di contraddizione (aneddoto della provincia pisana)

Negli anni '30 il lavoro nelle cave di pietra era uno dei più duri e pericolosi. I "cavaioli" aprivano a forza dei braccia dei tunnel alla base delle pareti rocciose, li riempivano d'esplosivo e facevano brillare le mine con una semplice miccia. Dopo si trattava di ridurre in frantumi la pietra con la mazza, ammucchiare con la pala la ghiaia ottenuta ed infine caricarla su carri e "navicelli" fluviali per il traporto.
Il salario era appena sufficiente per la sopravvivenza delle famiglie ed ogni volta che una mina scoppiava in anticipo la lista delle vedove si allungava. Naturalmente tra i lavoratori c'erano anarchici, socialisti o semplici bastian-contrari che, nonostante si fosse in pieno regime fascista, non nascondevano le loro idee e rischiavano grosso: chi perdeva il lavoro trovava la fame.

La cava di questa storiella apparteneva proprio ad un pezzo grosso della locale Casa del Fascio. Il semi-gerarca aveva cercato più volte motivi plausibili per licenziare un cavatore flemmatico, strafottente e probabilmente "rosso" che vedeva come il fumo negli occhi. Infine decise di cacciarlo, punto e basta. Una mattina si parò davanti al malcapitato e con voce stentorea gli ingiunse: "Sei licenziato! Mettiti la pala in spalla e vattene!"
"E se la volessi strasci'a' ?" rispose imperturbabile l'altro. Quindi attraversò tutto il vasto piazzale della cava trascinando con indolenza la pala tra i sassi.

DLENG DEDEDLENG DLENG DEDEDLENG dleng dleng ....




17 dicembre 2002

 
Ci sono delle giornate che ti senti proprio un disgraziato.
Che alle 9 sei già bagnato fradicio e coi piedi a mollo.
Che sei in un piazzale senza riparo.
Che stamattina ti fa male la schiena.
Che per una serie di circostanze che sarebbe lungo elencare e corto tacere non puoi andartene.
Che l'unica cosa masticabile che trovi è un tramezzino maionesato.
Che te lo mangi nel piazzale con le mani sporche e accanto c'è una strada piena di macchine che ti passano accanto col riscaldamento e la musica e puliti e asciutti verso casa.
Che fai un bel po' di polvere e la polvere s'appiccica alla faccia bagnata ai vestiti bagnati a tutto il resto bagnato.
Che viene buio.
Che sei ancora lì.
Che se quando finalmente te ne vai accendi l'autoradio e ci trovi Pierluigi Diaco potresti anche fare una fesseria.





14 dicembre 2002

 
Ero appena tornato dal lavoro quando ha squillato il telefono: "C'è Alex Zanotelli a Firenze".
Lo so che comincio ad assomigliare ad una groupie, ma un incontro con Alex è sempre un'esperienza intensa. E poi secondo me lui è una rockstar (lo dice un ateo praticante mangiapreti). Così... doccia veloce, un boccone e via per Nave di Rovezzano, Firenze.
Quando sono arrivato nel Circolo in cui si svolgeva l'assemblea, Franco Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo aveva appena finito di parlare del Natale dal punto di vista economico-consumistico.
La sala era gremita, come accade sempre in queste occasioni, a dispetto del disinteresse di stampa e tv. Potenza del passaparola.

Zanotelli ha iniziato il suo intervento subito dopo.

Appunti sparsi

Il Social Forum di Firenze è stata un'esperienza entusiasmante. In nessun altro Paese sarebbe stato possibile realizzare un evento così significativo, in nessun altro Paese c'è l'interesse e la vitalità che manifestano i giovani italiani. Le responsabilità che deve assumersi il movimento italiano devono essere altrettanto forti.

L'America farà passare il Natale prima di scatenare la guerra contro l'Iraq. Il Natale del consumismo non dovrà essere disturbato, poi partiranno i bombardieri. La possibilità dell'uso di armi atomiche contro Bagdad non è remota: Bush non vuole morti americani nella prima "guerra preventiva" della Storia.

Lo strapotente apparato bellico occidentale difende innanzitutto il nostro stile di vita, i nostri consumi, i nostri sprechi.
Una vacca europea gode di investimenti e contributi pari a 2,5 dollari al giorno; nel mondo, un miliardo di persone non possono contare neanche su di un dollaro al giorno. Questo dà un'idea del sistema che gli eserciti americano ed europei sono chiamati a difendere.

Alex nomina sempre più spesso fatti e personaggi italiani. Si sta immergendo nella realtà di casa nostra, ma il cuore è ancora tra la gente che ha visto sopravvivere e morire in Kenia. "Da noi fa freddo, la notte", racconta. "Da noi" è Korogocho, Nairobi.



12 dicembre 2002

 
Non ho saputo resistere agli adesivi per blog e ne ho fatto uno.


Ero tutto soddisfatto per la trovata originale. Due minuti dopo ho scoperto Blogstickers. La mia trovata originale è strausata.
Niente di nuovo sotto il sole (anche questa temo che l'abbiano già detta)



08 dicembre 2002

 
Suoni di cantiere


pak pak pak pak (martello)
tzzzzzzzzzzzzzz (montacarichi)
vovonvovon vovonvovon (betoniera)
minchia.. 'a calceeeeee... e io c'ho detto.... mapporcoquieporcollà...(voci)

tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac (tacchi a spillo in avvicinamento)

.................................................. (silenzio significativo)

tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac (tacchi a spillo in allontanamento)

minchia!
pac pac (martello deconcentrato)
io a quella ci farei così e cosà.... ma chétati bischero!... carmineeeee! ... ma 'sta calceeee?!?
tzzzzzzzzzzzzz
vovonvovon vovon vovon






05 dicembre 2002

 
Confesso... ho compartecipato psichicamente agli esercizi di stile su zop blog e goduto per gli apprezzamenti di Mim*mina (grazie!)

 
In ricordo di Ivan Illich, il testo del discorso che pronunciò a S.Rossore (Pisa) nel luglio dell'anno scorso.



03 dicembre 2002

 
Manuale pratico dell'artigiano edile

Appendice al Capitolo 2


Michelangiolesco
Va bene, il caminetto è venuto su proprio bene e sei soddisfatto. Non montarti la testa, in fondo è un manufatto piuttosto comune, niente di artistico. Evita di gettarti verso il caminetto brandendo il martello e urlando "PERCHÈ NON PARLI ?!?"
Hai notato l'espressione del cliente?





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